Argomento 4 Contaminanti aggiunti intenzionalmente

In rari casi, alcuni produttori desiderosi di incrementare i propri introiti abbassando la qualità dei loro prodotti sono arrivati ad aggiungere in modo intenzionale dei contaminanti chimici agli alimenti. Questi contaminanti hanno di solito effetti nocivi sulla salute dei consumatori, come dimostrato dai due esempi riportati di seguito.

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Melamine

The most common use of melamine is in combination with formaldehyde to create melamine resin that is used in plastics industry to make durable tableware, countertops and glues (South et al., 2011). However, melamine can contaminate food and this has very serious health consequences to humans and animals.

 

Melamine contamination in food first appeared in 2007 in North America when thousands of dogs and cats suffered from kidney failure after consuming pet food. After investigation of the incident, melamine was found in the wheat gluten and rice protein that were used as thickening and binding ingredients (Lawley et al., 2012). In 2008, melamine appeared again in food, as one of the biggest scandals in food industry history. Dairy products from China, especially milk powder for the preparation of infant formula, contained diverse concentrations of melamine that led to kidney disease and at least six deaths in babies (Lawley et al., 2012). Contaminated foods have been found all over the world and many food products were recalled from the markets. It is thought that melamine was deliberately added to these products to increase the protein content and consequently the profits (South et al., 2011).

 

Food products such as milk powder, dried egg products and high-protein ingredients should be purchased only from low-risk sources. Melamine in food can also come from plastic packaging or processing equipment, but on very low levels that are not harmful to health. Although melamine is not genotoxic or teratogenic, it forms crystals in the urine leading to kidney and bladder stones that can cause fatal kidney failure (Lawley et al., 2012).

 

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Illegal or unauthorised dyes
There is a growing concern about the safety of the legal food colorants and also a trend to replace the synthetic colorants with natural products. However, some illegal dyes have been detected in foods. An incident in 2003, similar to melamine, revealed that chili powder and related products originating from India were contaminated with Sudan dyes, a group of chemicals that have been historically used in industry to colour products such as shoe polish, automotive paints and petroleum derivatives (South et al., 2011). Although Sudan dyes are toxic and not permitted as food colouring, they were added to the chilli powder to make it look of a better quality than it actually was. The chilli powder was added as ingredient in various sauces, which were consequently added in a range of ready-to-eat meals (South et al., 2011). Other dyes that have been identified to be potentially harmful to human health include methyl yellow, orange II, rhodamine B, chrystal violet, rose bengal, chrysoidine, and malachite green (Oplatowska-Stachowiak & Elliott, 2016). Chrysoidine has been used illegally as a dye in soybean milk or to dye low-cost fish to imitate expensive and superior in quality yellow-fin tuna (Oplatowska-Stachowiak & Elliott, 2016). Orange II, methyl yellow, and rhodamine B are also consistently detected in foods, mainly in imported foods to the EU (Oplatowska-Stachowiak & Elliott, 2016). All these dyes have genotoxic or carcinogenic effects to humans, causing liver tumours, bladder cancer and hyperactive behaviours in children (Oplatowska-Stachowiak & Elliott, 2016).

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Melammina

La melammina, insieme alla formaldeide, è la materia prima per la preparazione di resine melamminiche, utilizzate per la produzione di stoviglie, controsoffitti e colle resistenti (South et al., 2011). Tuttavia, la melammina può contaminare gli alimenti e questo ha conseguenze molto gravi per la salute di esseri umani e animali.

La contaminazione per melammina negli alimenti si è verificata per la prima volta nel 2007 in nord America, quando migliaia di cani e gatti soffrirono di insufficienza renale dopo aver consumato cibo per animali domestici. In seguito a indagini approfondite, la melammina è stata rilevata nel glutine di frumento e nelle proteine del riso utilizzate come ingredienti addensanti e leganti (Lawley et al., 2012). Nel 2008 la melammina è stata al centro di uno dei più grandi scandali nella storia dell’industria alimentare. I prodotti lattiero-caseari provenienti dalla Cina, in particolare il latte in polvere per la preparazione di latte artificiale, contenevano diverse concentrazioni di melammina che hanno portato a malattie renali e almeno sei decessi nei bambini (Lawley et al., 2012). Sono stati trovati in tutto il mondo alimenti contaminati, che hanno poi portato al ritiro dai mercati di diversi prodotti alimentari. Si ritiene che la melammina sia stata aggiunta in modo intenzionale a questi prodotti per aumentarne il contenuto proteico e di conseguenza i profitti (South et al., 2011).

Prodotti alimentari come latte in polvere, ovoprodotti secchi e ingredienti ad alto contenuto proteico dovrebbero essere acquistati solo da fonti a basso rischio. La melammina negli alimenti può anche provenire da imballaggi di plastica o apparecchiature per la lavorazione, ma a livelli molto bassi e quindi non dannosi per la salute. Sebbene la melammina non sia genotossica o teratogena, forma cristalli nelle urine che portano a calcoli renali e vescicali che possono causare insufficienza renale fatale (Lawley et al., 2012).

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Caso di studio: melammina

Già nel dicembre 2007, i caseifici cinesi iniziarono a ricevere lamentele da parte dei clienti che attribuivano le malattie dei propri figli al latte in polvere per neonati e ai prodotti lattiero-caseari correlati. All’inizio di maggio 2008 fu segnalata la prima morte infantile dovuta a questi prodotti; a giugno del 2008, le segnalazioni di calcoli renali nei bambini erano ormai diventate comuni e la maggior parte di esse erano associate a specifiche marche di latte artificiale. La settimana precedente ai Giochi della XXIX Olimpiade del 2008 a Pechino, gli ispettori scoprirono la presenza di melammina nel latte in polvere a Sanlu, uno dei più grandi caseifici cinesi e produttore di un marchio leader di latte artificiale in polvere. Il governo locale di Shijiazhuang mise al corrente della situazione il governo provinciale di Hebei solo il 9 settembre dello stesso anno, cioè diverse settimane dopo la conclusione delle Olimpiadi. Alla fine di settembre erano già morti sei bambini, oltre 50.000 erano stati ricoverati per problemi urinari o renali e quasi 300.000 avevano manifestato forme di danno renale. Oltre 22 milioni di bambini furono sottoposti a screening per danno renale. I prodotti in polvere per lattanti provenienti da quei produttori erano stati esportati in cinque Paesi, ma altri dei loro prodotti contaminati erano stati esportati in ulteriori Paesi. L’11 settembre 2008, le autorità cinesi informarono della contaminazione l’Organizzazione Mondiale della Sanità. La melammina fu rilevata in dolciumi, caffè istantaneo e altri prodotti provenienti dalla Cina. L’Unione europea vieta i prodotti lattiero-caseari cinesi dal 2002 e il 26 settembre del 2008 ha esteso il divieto a tutti i prodotti composti cinesi contenenti latte o prodotti lattiero-caseari destinati ai bambini, tra cui caramelle, biscotti, cioccolata, caramelle mou o torte.”

Coloranti illegali o non autorizzati

Vi è una sempre maggiore preoccupazione per la sicurezza dei coloranti alimentari legali, nonché una tendenza a sostituire i coloranti sintetici con prodotti naturali. Tuttavia sono stati rilevati negli alimenti alcuni coloranti illegali. Nel 2003 si verificò uno scandalo simile a quello della melammina. Si scoprì infatti che la polvere di peperoncino e altri prodotti provenienti dall’India erano contaminati da coloranti Sudan, un gruppo di sostanze chimiche storicamente utilizzate per colorare prodotti come lucido da scarpe, vernici per auto e petrolati (South et al., 2011). Sebbene i coloranti Sudan siano tossici e non consentiti come coloranti alimentari, furono aggiunti al peperoncino in polvere per farlo apparire di qualità migliore. La polvere di peperoncino veniva aggiunta a varie salse, che di conseguenza erano presenti anche in diversi pasti pronti (South et al., 2011).

Altri coloranti identificati come potenzialmente dannosi per la salute umana comprendono giallo di metile, orange II, rodamina B, violetto di genziana, rosa bengala, crisoidina, verde di malachite (Oplatowska-Stachowiak & Elliott, 2016). La crisoidina è stata usata illegalmente come colorante nel latte di soia o per tingere pesci a basso costo per imitare il tonno pinna gialla, più costoso e di qualità superiore (Oplatowska-Stachowiak & Elliott, 2016). L’orange II, il giallo di metile e la rodamina B sono spesso presenti in alcuni alimenti, soprattutto in quelli importati nell’UE (Oplatowska-Stachowiak & Elliott, 2016).

Tutti questi coloranti hanno effetti dannosi o cancerogeni sulla salute e causano tumori al fegato, cancro alla vescica e iperattività nei bambini (Oplatowska-Stachowiak & Elliott, 2016).

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